Liguria, pubblicato il bando per il termovalorizzatore: parte la fase operativa
15/04/2026
La Liguria accelera sul fronte della gestione dei rifiuti e apre ufficialmente una delle partite infrastrutturali più rilevanti per il futuro del sistema regionale. È stato pubblicato questa mattina sul sito di Arlir l’avviso pubblico per la presentazione di proposte di partenariato pubblico-privato finalizzate all’affidamento della progettazione, della realizzazione e della gestione dell’impianto destinato alla chiusura del ciclo dei rifiuti. Il termine per l’invio delle candidature è stato fissato al 30 giugno.
Si entra così in una fase concreta, dopo i passaggi preliminari avviati nei mesi scorsi con l’avviso esplorativo che aveva già richiamato l’interesse di operatori di primo piano del comparto waste-to-energy. Ora la Regione, attraverso Arlir, punta a raccogliere proposte complete, corredate da progetto di fattibilità e piano economico-finanziario, così da costruire la base tecnica ed economica della futura gara per l’affidamento in concessione mediante finanza di progetto.
Un’infrastruttura pensata per chiudere il ciclo regionale
Il cuore dell’operazione sta nell’esigenza, non più rinviabile, di dotare la Liguria di un impianto capace di trattare sul proprio territorio i rifiuti indifferenziati residui. Il ricorso alle discariche e il conferimento fuori regione hanno rappresentato finora una soluzione onerosa, sotto il profilo economico e ambientale, oltre che sintomo di una fragilità strutturale del sistema. Con questo nuovo passaggio amministrativo prende forma il tentativo di colmare tale carenza attraverso una struttura che dovrà garantire autonomia impiantistica, continuità gestionale e recupero energetico della frazione non riciclabile.
L’impianto previsto dal Piano regionale vigente nasce con una capacità minima di 220mila tonnellate annue, che potrà arrivare fino a circa 320mila tonnellate in presenza di sinergie con i rifiuti speciali. Si tratta di numeri che restituiscono la dimensione strategica del progetto, destinato a incidere sull’intero assetto del ciclo integrato dei rifiuti in Liguria.
L’obiettivo dichiarato è duplice: da una parte ridurre la dipendenza da soluzioni esterne, dall’altra contenere i costi che oggi ricadono su cittadini e imprese. In questo senso, la realizzazione del termovalorizzatore viene presentata come uno strumento di riequilibrio del sistema, capace di trasformare una criticità cronica in una leva di razionalizzazione e sostenibilità.
I criteri della selezione e la tabella di marcia
Arlir ha già indicato con chiarezza i criteri che guideranno la valutazione delle proposte. Saranno premiate, in particolare, la sostenibilità economica dell’intervento, la capacità di assicurare una riduzione delle tariffe, i tempi di realizzazione dell’opera, le performance ambientali, la competitività della tariffa di conferimento e le ricadute positive sul territorio interessato. Una griglia che lascia intendere come la selezione non si giocherà soltanto sulla robustezza tecnica del progetto, ma anche sulla sua sostenibilità complessiva e sulla sua accettabilità dal punto di vista economico e territoriale.
Il percorso amministrativo è già scandito da una tempistica precisa. Dopo la chiusura del termine per le proposte, in autunno dovrebbe aprirsi la gara vera e propria, con l’obiettivo di arrivare all’assegnazione entro la fine dell’anno. La scelta di procedere attraverso il meccanismo della finanza di progetto, previsto dall’articolo 193 del Codice dei contratti pubblici, segnala la volontà di coinvolgere capitali e competenze private in un’opera che la Regione considera decisiva per il rafforzamento della propria dotazione infrastrutturale.
Il direttore di Arlir, Sergio Tommasini, ha definito la pubblicazione dell’avviso un passaggio concreto verso il completamento del ciclo integrato dei rifiuti e il rafforzamento dell’autonomia impiantistica ligure. La linea indicata è quella di una struttura moderna, efficiente e coerente con gli indirizzi nazionali ed europei, capace di ridurre il ricorso alla discarica e di valorizzare energeticamente ciò che non può essere recuperato in altro modo.
Il tema resta, inevitabilmente, delicato e destinato a suscitare attenzione pubblica, perché investe questioni ambientali, industriali e sociali insieme. Proprio per questo la fase che si apre adesso avrà un peso determinante: non soltanto nella definizione tecnica del progetto, ma nella capacità delle istituzioni di dimostrare che efficienza, sostenibilità e convenienza economica possono trovare un punto di equilibrio credibile.
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