Imperia, il 25 aprile guarda ai giovani e alla Costituzione
29/04/2026
A Imperia la celebrazione del 25 aprile è stata dedicata al ricordo della Liberazione dell’Italia dal nazifascismo, ma anche al valore attuale di quella memoria, con un richiamo rivolto soprattutto ai giovani presenti in piazza. Nel discorso istituzionale è stato sottolineato come la Festa della Liberazione non debba ridursi a un appuntamento formale o distante, ma restare un momento vivo, capace di parlare al presente e al futuro della comunità.
La Liberazione come fondamento dell’Italia democratica
Nel corso dell’intervento è stato ricordato il significato storico del 25 aprile, legato al moto popolare che, insieme all’intervento alleato, consentì all’Italia di liberarsi dalla dittatura e di porre le basi per un Paese libero e democratico. Una memoria che, secondo il messaggio rivolto alla piazza, deve essere studiata, approfondita e conosciuta, senza però restare confinata alla sola ricostruzione degli eventi.
Il riferimento è andato ai giovani che parteciparono alla lotta di Liberazione e che persero la vita per un cambiamento profondo dell’Italia. Il loro impegno è stato richiamato non soltanto come opposizione al nazifascismo, ma anche come affermazione concreta della libertà: poter votare, esprimere le proprie idee, riunirsi, lavorare, costruire imprese e migliorare le condizioni di vita individuali e collettive.
Quella spinta, è stato evidenziato, trovò la sua espressione più alta nella Costituzione, votata nel primo Parlamento italiano con un consenso larghissimo pur dentro un quadro politico segnato da contrapposizioni forti. La libertà, in questa lettura, non viene presentata come un concetto astratto, ma come un invito all’azione e alla responsabilità.
Il richiamo a Pertini, De Gasperi e al superamento delle discordie
Nel discorso è stato richiamato anche il recente conferimento, da parte del Consiglio comunale di Imperia, della cittadinanza onoraria a Sandro Pertini e Alcide De Gasperi, due figure legate in modo diverso alla storia della Liberazione e della Repubblica. Pertini, ligure, fu presidente del Comitato di Liberazione; De Gasperi istituì ufficialmente la Festa della Liberazione del 25 aprile.
Proprio di De Gasperi è stata ricordata una frase pronunciata nel 1950 davanti a un congresso di partigiani: l’appello a superare lo “spirito funesto delle discordie”. Un richiamo indicato come ancora attuale, soprattutto in una fase segnata da tensioni internazionali, trasformazioni tecnologiche e nuove fragilità sociali.
Il tema delle divisioni è stato collegato anche alla storia italiana del Novecento, con il riferimento agli anni Venti e al clima che favorì l’ascesa del fascismo. Dove i legami sociali si indeboliscono, dove l’odio prevale sul rispetto e il caos sull’ordine, è stato sottolineato, si creano le condizioni per nuove fratture e pericolose derive.
L’appello ai ragazzi: impegno, studio e rispetto delle differenze
La parte finale dell’intervento è stata rivolta direttamente ai ragazzi. L’invito è stato a non cedere all’indifferenza e alla mediocrità, a impegnarsi in ciò che si ama, a studiare, faticare e puntare in alto senza lasciarsi guidare dall’odio o dall’astio verso chi è diverso.
Nel messaggio alla piazza è stato richiamato anche il tema dell’accoglienza e della convivenza, con il riferimento alla presenza a Imperia di una quota significativa di cittadini extracomunitari che vivono e contribuiscono alla crescita del territorio. L’invito è stato a riconoscere nella diversità una parte della costruzione comune del futuro.
La celebrazione si è chiusa con un richiamo unitario ai valori della Liberazione, della Costituzione e dell’Italia democratica, ribadendo che il 25 aprile resta una ricorrenza da vivere non soltanto come memoria del passato, ma come impegno quotidiano per una comunità più libera, responsabile e coesa.
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