Ventimiglia, 2,3 milioni per l’edilizia pubblica diffusa: acquistati 28 nuovi alloggi
31/03/2026
Un investimento da 2,3 milioni di euro per rafforzare il patrimonio abitativo pubblico e offrire una risposta più ampia al fabbisogno di casa sul territorio. A Ventimiglia, dal 2023 a oggi, Regione Liguria e Arte Imperia hanno acquistato 28 nuovi alloggi destinati all’edilizia residenziale pubblica diffusa, un modello che punta a inserire le abitazioni all’interno del tessuto urbano esistente, evitando la concentrazione in singoli comparti e favorendo invece inclusione e integrazione sociale.
Il bilancio dell’operazione è stato tracciato dall’assessore regionale all’Edilizia e alle Politiche abitative Marco Scajola, dall’amministratore unico di Arte Imperia Antonio Parolini, dal sindaco Flavio Di Muro e dall’assessore comunale Milena Raco. I numeri mostrano un intervento già in fase avanzata: 20 alloggi sono stati assegnati, 3 sono in corso di assegnazione, 4 sono interessati da piccoli lavori di ristrutturazione e 1 è stato destinato al co-housing per persone over 60 rimaste sole.
Un patrimonio abitativo che cresce nel segno dell’inclusione
L’operazione rafforza in modo significativo la dotazione di edilizia pubblica nella città di Ventimiglia e più in generale nel patrimonio di Arte Imperia. Secondo l’assessore regionale Marco Scajola, questi nuovi alloggi rappresentano una risposta concreta all’esigenza abitativa di decine di nuclei familiari e si inseriscono in una strategia più ampia che negli ultimi anni ha fatto dell’edilizia residenziale pubblica diffusa uno degli strumenti centrali della politica abitativa ligure.
La logica seguita è chiara: evitare forme di segregazione urbana e puntare invece a un modello in cui l’abitare sociale trovi spazio dentro la città, in contesti ordinari, vicini ai servizi e meglio integrati nel tessuto quotidiano. In questa visione, la casa pubblica non viene pensata come elemento separato, ma come parte di una più ampia idea di coesione urbana. Per Ventimiglia, l’intervento si aggiunge inoltre ad altri investimenti già noti, come la storica operazione da 5 milioni di euro per la ristrutturazione e l’efficientamento energetico delle Gallardi e gli interventi in via Caduti del lavoro.
Tempi rapidi e attenzione anche alle nuove fragilità sociali
Per Arte Imperia, il progetto avviato a Ventimiglia rappresenta un passaggio importante anche sotto il profilo gestionale. L’amministratore unico Antonio Parolini ha sottolineato come questo modello consenta di tenere insieme sostenibilità economica, recupero del patrimonio edilizio e capacità di rispondere in tempi relativamente rapidi alla domanda abitativa. L’acquisto e la messa a disposizione di alloggi già inseriti nel contesto urbano hanno infatti permesso di accelerare le assegnazioni, rendendo disponibili le abitazioni in tempi più contenuti rispetto a interventi di nuova costruzione.
Accanto a questo, assume particolare rilievo la scelta di destinare uno degli appartamenti al co-housing per persone over 60 rimaste sole. È un segnale che allarga lo sguardo oltre il fabbisogno abitativo tradizionale e intercetta nuove forme di fragilità sociale, sempre più presenti anche nei centri medi. In questo caso la casa non è soltanto una risposta materiale, ma diventa anche uno spazio pensato per accompagnare situazioni di solitudine e vulnerabilità con soluzioni più adatte ai bisogni della persona.
Per Ventimiglia un tassello importante nelle politiche della casa
Il sindaco Flavio Di Muro ha parlato di un segnale concreto di attenzione verso il territorio, ringraziando Regione Liguria e Arte Imperia per l’impegno profuso. Il punto, però, va letto anche in una prospettiva più ampia: in una fase in cui il tema della casa torna a pesare sulle famiglie, sui bilanci e sulla tenuta sociale dei territori, operazioni di questo tipo acquistano un rilievo particolare perché mostrano una direzione operativa già tradotta in numeri e assegnazioni.
L’esperienza di Ventimiglia viene presentata come un possibile modello da estendere anche ad altre realtà liguri. La combinazione tra acquisto di alloggi diffusi, piccoli interventi di recupero e attenzione a formule innovative come il co-housing costruisce infatti una risposta meno rigida e più aderente ai bisogni reali. Per la città di confine, questo investimento da 2,3 milioni rappresenta così non soltanto un aumento del patrimonio pubblico, ma un tassello concreto nella costruzione di una politica abitativa più capace di includere, distribuire opportunità e tenere insieme sviluppo urbano e qualità della vita.
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