Liguria, nuovi sostegni agli allevatori per la convivenza con i grandi carnivori
07/04/2026
La Regione Liguria rinnova il sostegno alle aziende zootecniche chiamate a operare in territori dove la presenza dei grandi carnivori è diventata una condizione ormai stabile. Con l’approvazione delle disposizioni tecniche e procedurali per la presentazione delle domande di conferma relative all’intervento dedicato agli impegni specifici di convivenza con i grandi predatori, l’amministrazione regionale consolida una misura che punta a proteggere il lavoro degli allevatori e, allo stesso tempo, a mantenere un equilibrio tra attività umane e tutela degli ecosistemi.
L’intervento rientra nel Piano Strategico della Politica agricola comune 2023-2027 e si inserisce in un quadro in cui il tema della convivenza con la fauna selvatica non può più essere affrontato come questione episodica. In molte aree interne e pascolive della Liguria, infatti, la pressione esercitata dai predatori incide direttamente sulla sostenibilità economica delle aziende, sulla gestione dei greggi e sulla continuità stessa dell’attività pastorale.
Un sostegno economico per rafforzare la prevenzione
La misura ha carattere quinquennale e prevede un contributo annuale per ettaro di superficie pascolata, destinato alle aziende che adottano strumenti concreti di prevenzione contro gli attacchi della fauna selvatica. Tra le azioni richieste figurano le recinzioni anti-predazione, la custodia continuativa del bestiame e, su base volontaria, l’impiego dei cani da guardiania.
Il senso dell’intervento è chiaro: sostenere economicamente chi sceglie di affrontare il problema con soluzioni strutturate, riducendo il rischio di danni e incentivando pratiche compatibili con una gestione più attenta del territorio. La prevenzione, in questo contesto, non è soltanto una tutela per gli allevamenti, ma un elemento decisivo per garantire continuità produttiva e tenuta sociale nelle aree rurali.
La Regione evidenzia come questa misura risponda a una richiesta concreta del comparto zootecnico, che da tempo sollecita strumenti capaci di accompagnare le aziende in uno scenario reso più complesso dalla presenza stabile dei grandi predatori. Il tema riguarda non solo la difesa del bestiame, ma la possibilità stessa di mantenere attive attività economiche essenziali per l’equilibrio delle zone montane e marginali.
Pascoli, presidio del territorio e futuro delle aree interne
Il valore del provvedimento va oltre il sostegno diretto agli allevatori. Difendere la continuità dell’attività pastorale significa infatti contrastare l’abbandono dei pascoli e delle aree interne, fenomeno che produce conseguenze rilevanti anche sul piano ambientale e paesaggistico. Dove viene meno la presenza dell’uomo, aumenta spesso la fragilità del territorio, si riduce la manutenzione diffusa del paesaggio rurale e si indebolisce un presidio fondamentale contro il degrado e il dissesto.
In questa prospettiva, la misura ligure prova a tenere insieme esigenze che troppo spesso vengono raccontate come contrapposte: da una parte la salvaguardia della biodiversità, dall’altra la tutela del lavoro agricolo e della zootecnia estensiva. Il punto di equilibrio individuato passa attraverso l’adozione di strumenti di prevenzione e una logica di accompagnamento economico che riconosce il ruolo svolto dagli allevatori nella cura del territorio.
Un ulteriore elemento di interesse è rappresentato dalla possibilità di cumulare questo intervento con altre misure agro-climatico-ambientali. La scelta favorisce un approccio integrato alla gestione aziendale e offre alle imprese agricole l’opportunità di costruire strategie più articolate, in cui la difesa del bestiame, la sostenibilità ambientale e la valorizzazione delle superfici pascolive possano procedere insieme.
La decisione della Regione Liguria conferma dunque una linea di intervento che riconosce nella zootecnia non soltanto un comparto produttivo, ma una componente essenziale della tenuta ambientale, economica e sociale delle aree interne. In un territorio complesso come quello ligure, sostenere chi continua a lavorare nei pascoli significa anche preservare equilibrio, presidio e continuità di un paesaggio che vive grazie alla presenza quotidiana delle comunità agricole.
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Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to