Liguria, i centri per l’impiego accelerano sul recruiting
14/04/2026
Dodici eventi di recruiting in tre mesi, 87 aziende coinvolte, circa 400 profili ricercati e 1.237 partecipanti complessivi. Sono i numeri con cui la Regione Liguria fotografa l’attività dei centri per l’impiego nel primo trimestre del 2026, tracciando un quadro che restituisce la crescita di un sistema sempre più orientato all’incontro diretto tra domanda e offerta di lavoro.
Il bilancio è stato illustrato dalla vicepresidente della Regione Liguria e assessore alle Politiche dell’Occupazione Simona Ferro al termine di una riunione operativa con gli uffici regionali. Il dato più significativo, al di là del volume delle iniziative organizzate, riguarda la capacità dei centri per l’impiego di rafforzare il proprio ruolo come infrastruttura territoriale a supporto delle imprese e delle persone in cerca di occupazione, in una fase nella quale la rapidità dell’incrocio tra competenze disponibili e fabbisogni aziendali è diventata un elemento decisivo.
Una rete più capillare per collegare imprese e candidati
Secondo quanto evidenziato dalla Regione, il rafforzamento dei servizi è stato accompagnato dagli investimenti avviati nel 2021 con un piano da 30 milioni di euro destinato alla riqualificazione e all’ammodernamento dei centri per l’impiego liguri. Un intervento che, nelle intenzioni dell’amministrazione, ha reso possibile negli ultimi mesi una programmazione più estesa e diffusa sul territorio, con un calendario di appuntamenti costruito per rispondere in modo più puntuale alle esigenze dei diversi comparti produttivi.
La crescita dell’attività viene letta anche attraverso un altro indicatore: il numero crescente di aziende che si rivolgono direttamente alla Regione per la ricerca di personale. È un passaggio che segnala un’evoluzione importante, perché mostra come i centri per l’impiego stiano progressivamente consolidando la propria credibilità non soltanto come sportelli amministrativi, ma come interlocutori operativi nella selezione e nell’accompagnamento all’inserimento lavorativo.
Tra gli esempi richiamati dalla vicepresidente Ferro c’è quello del nuovo Waterfront Mall di Genova, dove, grazie alla collaborazione con gli uffici regionali, sono state assunte circa 60 persone. Un caso che viene indicato come prova concreta dell’efficacia del modello, soprattutto quando la macchina pubblica riesce a lavorare in stretta connessione con i fabbisogni reali delle imprese.
Turismo, commercio, cantieri e navigazione tra i settori più attivi
Le iniziative promosse nei primi tre mesi dell’anno hanno interessato una gamma ampia di comparti. In primo piano compaiono turismo, accoglienza e ristorazione, ma anche compagnie di navigazione, fashion retail, grande distribuzione organizzata, cantieristica navale e stradale. Si tratta di settori con esigenze molto diverse tra loro, accomunati però dalla necessità di intercettare personale in tempi rapidi e con competenze coerenti rispetto ai profili richiesti.
Per rispondere a questa varietà, la Regione ha strutturato le attività su tre format distinti. I “recruiting day” sono stati pensati come eventi multi-azienda dedicati a fabbisogni occupazionali rilevanti; i “job day” si sono concentrati su singole imprese con numerose posizioni aperte; i percorsi “training and work”, infine, hanno affiancato la fase formativa a quella selettiva, con l’obiettivo di accompagnare i candidati verso l’assunzione. È proprio quest’ultimo modello a segnalare una direzione interessante, perché punta a ridurre la distanza tra le competenze disponibili e quelle richieste dal mercato, affrontando uno dei nodi più frequenti nel sistema del lavoro contemporaneo.
Un’attività distribuita sul territorio, con Savona pronta a entrare nel calendario
I dodici appuntamenti del primo trimestre si sono svolti nelle province di Genova, La Spezia e Imperia, mentre nei prossimi mesi il programma verrà esteso anche a Savona. L’obiettivo dichiarato è proseguire lungo una linea di maggiore capillarità territoriale, così da garantire occasioni di incontro sempre più accessibili e diffuse, evitando che il collegamento con il mercato del lavoro resti concentrato solo nei poli principali.
Il dato politico e amministrativo che emerge da questo bilancio è abbastanza netto: la Regione punta a trasformare i centri per l’impiego in uno snodo sempre più attivo delle politiche occupazionali, rafforzandone la funzione di servizio pubblico ma anche la capacità di interlocuzione diretta con il sistema produttivo. In una fase in cui molte imprese denunciano difficoltà nel reperire figure adeguate e molte persone faticano a orientarsi in un mercato del lavoro frammentato, la qualità di questi strumenti può fare la differenza.
Resta naturalmente da verificare, nel medio periodo, quanto questa intensificazione degli eventi riuscirà a tradursi in inserimenti stabili e in un miglioramento strutturale dell’occupazione. Intanto, però, il primo trimestre del 2026 consegna alla Liguria un segnale preciso: la macchina del recruiting pubblico si è messa in movimento con maggiore continuità, e il tentativo di renderla più vicina alle imprese e ai lavoratori sembra aver imboccato una direzione riconoscibile.
Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to