Imperia intitola la sala commissioni a Speranza Balestra, prima consigliera comunale della città
30/03/2026
Da oggi la sala delle commissioni consiliari del Comune di Imperia porta il nome di Speranza Balestra, figura centrale nella storia civica e sociale del territorio, ricordata come la prima donna ad assumere l’incarico di consigliera comunale, il 31 marzo 1946. La cerimonia di intitolazione si è svolta questa mattina alla presenza del sindaco Claudio Scajola, del presidente del Consiglio comunale Simone Vassallo e di numerosi rappresentanti istituzionali e della comunità locale.
Accanto alle autorità cittadine hanno partecipato all’iniziativa anche la professoressa Gabriella Badano, tra le promotrici del percorso che ha portato all’intitolazione, Mariateresa Anfossi della Commissione comunale Toponomastica, il nipote di Balestra Massimo Viano e Massimo Solaini, presidente della Società San Vincenzo de’ Paoli, realtà che già nel 2014 aveva presentato la proposta di dedicare a Speranza Balestra l’aula consiliare. L’intitolazione assume quindi anche il valore di un riconoscimento atteso, maturato nel tempo e sostenuto da più soggetti del territorio.
Una figura pionieristica nella vita pubblica di Imperia
Nata a Valloria il 18 febbraio 1901, Speranza Balestra fu maestra elementare e donna di forte autonomia morale. Il rifiuto di prendere la tessera del partito fascista le costò l’esclusione dai concorsi pubblici per l’insegnamento, una scelta che oggi restituisce con chiarezza il profilo di una personalità capace di tenere insieme convinzioni etiche, responsabilità civile e coerenza personale.
Nel secondo dopoguerra aderì alla Democrazia Cristiana e fece parte del consiglio provinciale del partito, partecipando attivamente alla ricostruzione del Paese su un piano che andava oltre la dimensione materiale. Il suo impegno si sviluppò infatti anche sul terreno sociale, culturale e politico, dentro una visione della cittadinanza che attribuiva grande peso alla partecipazione, alla solidarietà e alla promozione umana. Il fatto che proprio a lei venga oggi dedicata la sala delle commissioni consiliari rafforza il senso di una memoria istituzionale che non si limita a ricordare una carica ricoperta, ma valorizza una presenza capace di aprire una strada.
Impegno sociale, formazione e attenzione agli ultimi
La biografia di Speranza Balestra racconta una vita spesa con continuità accanto alle persone più fragili. Dedicò tempo ed energie ai poveri, ai detenuti e alle persone con disabilità, mantenendo per anni anche un servizio gratuito presso la caserma Crespi, dove insegnava ai militari di leva del 5° centro addestramento reclute. Un’attività che testimonia una concezione dell’impegno pubblico radicata nella quotidianità e nella prossimità concreta.
Nel primo dopoguerra contribuì inoltre al radicamento della Federazione coltivatori diretti e gioventù rurali sul territorio provinciale, con un’attenzione specifica per le donne impegnate nel lavoro agricolo. I corsi di formazione promossi in quell’ambito e il ruolo di delegata provinciale delle donne rurali mostrano una sensibilità rara per il tempo, soprattutto sul piano del riconoscimento del lavoro femminile e della costruzione di strumenti di emancipazione attraverso la formazione.
Il ruolo nella partecipazione femminile e nella ricostruzione democratica
Tra gli aspetti più significativi del suo percorso vi è anche il contributo dato alla valorizzazione del ruolo della donna nella famiglia e nella comunità. Speranza Balestra fu tra le protagoniste della nascita del Cif, Centro italiano femminile, organismo pensato per sostenere la ricostruzione democratica del Paese attraverso la partecipazione, l’impegno civico e la solidarietà. Ne divenne presidente provinciale e delegata nazionale, assumendo un ruolo di primo piano in una stagione in cui la presenza femminile nella vita pubblica stava cercando spazi nuovi e più riconosciuti.
Il suo impegno si espresse anche nel mondo cattolico: fu presidente diocesana della gioventù femminile dell’Azione Cattolica, delegata dell’Università Cattolica e ministra delle terziarie francescane dal 1940 al 1950. Morì a Imperia il 7 agosto 1989, lasciando una traccia profonda in diversi ambiti della vita cittadina. L’intitolazione della sala commissioni restituisce oggi piena visibilità a una figura che ha unito rigore morale, presenza istituzionale e attenzione costante agli ultimi, consegnandola alla memoria pubblica di Imperia come una delle sue protagoniste più significative.
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