Artigianato, stretta sull’uso del termine: “Non più slogan, ma lavoro reale”
09/04/2026
Una svolta normativa destinata a incidere direttamente sul linguaggio del mercato e sulla percezione dei consumatori. Con l’introduzione della nuova disciplina contenuta nella legge annuale per le PMI, l’utilizzo del termine “artigianale” non potrà più essere impiegato in modo generico o improprio nelle comunicazioni commerciali.
A sottolinearne la portata è stato il presidente nazionale della CNA (Confederazione Nazionale dell’Artigianato e della Piccola e Media Impresa), Dario Costantini, intervenuto nell’edizione serale del TG5. Il messaggio è netto: da oggi, dietro la parola “artigianale” dovrà esserci un artigiano reale, con competenze, esperienza e responsabilità diretta nel processo produttivo.
Stop agli abusi: una definizione più rigorosa
La nuova norma nasce con l’obiettivo di regolare l’uso del termine artigianale, spesso utilizzato in modo estensivo e talvolta fuorviante nel marketing di prodotti e servizi. Negli anni, infatti, la parola è diventata un elemento attrattivo nella comunicazione commerciale, anche quando non corrispondeva a una reale lavorazione artigiana.
Il provvedimento introduce quindi una definizione più stringente, volta a distinguere con maggiore chiarezza tra produzioni industriali e attività effettivamente riconducibili al lavoro artigiano. Un passaggio che, nelle intenzioni del legislatore e delle associazioni di categoria, dovrebbe contribuire a ridurre le ambiguità e a restituire coerenza al mercato.
Per il comparto, si tratta di un intervento atteso da tempo, anche per contrastare una forma di concorrenza percepita come distorsiva, in cui il valore simbolico dell’artigianalità veniva utilizzato senza un corrispondente impegno produttivo.
Tutela per imprese e consumatori
La nuova disciplina non riguarda soltanto la difesa del settore artigiano, ma si inserisce anche in una logica più ampia di tutela del consumatore. Rendere più trasparente l’uso delle parole significa infatti permettere scelte più consapevoli, basate su informazioni affidabili e verificabili.
Per le imprese artigiane, la norma rappresenta un riconoscimento del valore del lavoro qualificato, della manualità e della trasmissione di competenze, elementi che costituiscono uno dei tratti distintivi del sistema produttivo italiano. Allo stesso tempo, si tratta di un tentativo di proteggere un’identità economica e culturale che rischiava di essere diluita da un uso eccessivamente disinvolto del termine.
Nel contesto attuale, in cui autenticità e qualità sono sempre più centrali nelle scelte di acquisto, la regolamentazione dell’etichetta “artigianale” si propone dunque come uno strumento per rafforzare la credibilità del mercato, valorizzando chi opera realmente secondo quei principi e offrendo ai consumatori un riferimento più chiaro e affidabile.
Articolo Precedente
Imperia, 400 mila euro per nidi e scuole d’infanzia